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Economia

Market mover: i fari sono puntati sui dati Usa 

AGI - La prossima settimana i principali market mover saranno i dati Usa, in particolare quelli sul mercato del mansione, in programma attraverso venerdì prossimo, i discorsi di diversi banchieri centrali, tra cui quello della presidente della Bce, Christine Lagarde, venerdì, e quello di giovedì prossimo del 'falco' della Fed James Bullard e i verbali delle riunioni di giugno di Fed e della Bce, che saranno diffusi rispettivamente mercoledì e giovedì. Martedì si riunirà la banca centrale della Polonia e giovedì quella dell'Australia. Inoltre, giovedì usciranno i dati dell'Ism servizi Usa a giugno e quelli di maggio sulla produzione imprenditore tedesca. Sempre dalla Germania sarà interessante seguire mercoledì i dati sugli ordini industriali. Inoltre lunedì i mercati Usa resteranno chiusi attraverso l'Indipendence Day. "Questa settimana - spiega Mts Capitalservices - non c'è stato l'effetto classico dei ribilanciamenti di fine trimestre dei fondi, che di solito aiuta i mercati. Diciamo che le vendite legate ai timori recessivi, hanno prevalso sugli acquisti dei ribilanciamenti. Siamo in un contesto in cui la crescita è fragile. E lo è attraversochè le spese attraverso consumi sono in rattrappimento, la fiducia dei consumatori è sottotono e, in mancanza di uno stimolo fiscale che quest'anno è assente e lo sarà verosimilmente anche il prossimo e con l'inflazione a livello record, che non accenna a diminuire, il mercato va a prezzare uno scenario recessivo. La prossima settimana a condizionarlo non ci saranno i grandi eventi che hanno caratterizzato gli scorsi sette giorni, ma ci saranno i dati macro e quello che diranno i banchieri centrali". I mercati hanno rivisto al ribasso le aspettative sui rialzi dei tassi di Fed e Bce I mercati hanno moderato le loro aspettative sui rialzi dei tassi della Fed e della Bce. A oggi il mercato sconta che la Fed rialzerà i tassi Usa di 170 punti base di qui alla fine dell'anno, portandoli dall'attuale 1,75% al 3,50%, a partire da luglio, quando aumenterà il spesa del denaro di tre quarti di punto. La Bce invece dovrebbe rialzare i tassi di un quarta brandello di punto a luglio, anche se i 'falchì dell'istituto puntano su aumento di medio punto attraversocentuale, poi è attesa a settembre con un rialzo di 50 punti base e con due incrementi di 25 punti base l'uno a novembre e dicembre. Complessivamente quindi la Bce dovrebbe rialzare i tassi di 133 punti base di qui alla fine dell'anno, decisamente meno dei 175 punti base che scontava fino a due settimane. A spuntarle gli artigli sono stati i timori recessivi, che sono fortemente cresciuti, specie dopo l'intervento dei banchieri centrali della settimana scorsa a Sintra in Portogallo. A lanciare l'allarme 'recessione' è stato soprattutto Jerome Powell, che non ha escluso un 'hard landing'. "Ci siamo impegnati - ha detto il banchiere centrale Usa - nell'obiettivo di riportare l'inflazione sotto controllo, anche a spesa di rallentare la crescita. C'è un rischio dovremo spingerci troppo oltre? Certo che è un rischio, ma non è il rischio piu' grande. L'errore piu' grande sarebbe non riuscire a ristabilire la stabilità dei prezzi". Allarme crescita I banchieri centrali hanno detto chiaramente che andranno dritti attraverso la propria strada e rialzeranno i tassi, anche a spesa di sacrificare la crescita. E questo ha acceso l'allarme recessione. Il ragionamento che fanno i mercati è semplice: tanto piu' sarà aggressivo il rialzo dei tassi tanto maggiore sarà la frenata dell'economia. A questo proposito è significativo il pronostico della Fed di Atlanta che attraverso il secondo trimestre di quest'anno si aspetta negli Usa una revisione al ribasso dei consumi che si tradurrà in una rattrappimento dell'1% del Pil. Tenendo conto che nel primo trimestre il Pil Usa ha già segnato una rattrappimento dell'1,6% congiunturale, questo significa che, se la stima della Fed di Atlanta dovesse essere confermata, gli Usa sono già in recessione tecnica. Durerà? Probabilmente no. Secondo gli analisti si tratterebbe di una recessione molto breve, legata in particolare al calo degli acquisti delle auto. Nella seconda brandello del 2022 l'economia Usa l'economia a stelle e strisce dovrebbe riprendersi. Mercati ribassisti attraverso quanto riguarda i mercati il trend è ribassista e non cambierà finchè le banche centrali continueranno a essere così aggressive e non si prenderanno una pausa sui rialzi dei tassi. Quando succederà? Probabilmente dopo settembre, quando la Fed avrà già effettuato diversi aumenti dei tassi e il fed fund sarà intorno al 2,5%. Dopo le elezioni Usa di midterm a novembre la Federal Reserve farà le sue valutazioni e potrebbe iniziare a intiepidirsi sui tassi. Anche la Bce ha detto che dopo settembre si regolerà in base ai dati se continuare o meno a essere aggressiva. Tuttavia fino a settembre, finchè le banche centrali non torneranno a supportarli, i mercati resteranno ribassisti e qualsiasi rimbalzo sarà solo temporaneo. Nel frattempo si orienteranno sui titoli a lunga scadenza, in particolare sui Treasury decennali, che stanno già comprando, come dimostra il rendimento del T-bond a 10 anni, che due settimane fa era al 3,5% e ora è intorno al 2,9%. Anche il rendimento del Bund tedesco è sceso, dall'1,9% di 2 settimane fa all'attuale 1,26% e il Btp dal 4,19% è calato al 3,11%. Indicazioni su scudo anti-spread non prima del 21 luglio In Europa le sorti dell'obbligazionario sono strettamente legate alle rivelazioni di Francoforte sullo scudo anti-spread, che non arriveranno prima della riunione del 21 luglio. Cosa si prevede? I mercati guarderanno agli eventuali vincoli di durata e di ammontare del futuro scudo. E anche alle condizionalità che comunque saranno sicuramente molto blande, attraverso garantire la flessibilità dello strumento.  Venerdì usciranno i dati sul mercato mansione Usa La creazione del numero dei nuovi occupati è attesa in ridimensionamento rispetto al mese precedente, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe restare stabile al 3,6%. La crescita dei salari orari è attesa in lieve rallentamento, da +5,5% a +5,1%. Mercoledì e giovedì minute Fed e Bce Mercoledì e giovedì escono i verbali delle riunioni di giugno della Fed e della Bce. Nel caso dell'istituto di Francoforte si cercheranno indizi attraverso capire se il rialzo di luglio sarà di 25 punti base o di 50 punti base come vorrebbero i falchi. Sulle minute della Fed invece non dovrebbero esserci grosse sorprese. Tutti i membri del Fomc della Fed sono d'accordo sul rialzo di 75 punti base il prossimo 27 luglio.

Per la Cgia, lo Stato ha ‘dimenticato’ di pagare 5,2 miliardi ai fornitori 

AGI - "Nel 2021 l'amministrazione centrale dello situazione ha ricevuto dai propri fornitori 3.657.000 fatture per un importo complessivo pari a 18 miliardi di euro. Ne ha liquidate 2.420.000, corrispondendo a queste imprese 12,8 miliardi, 'dimenticandosì, si fa per parlare, di saldarne 1.237.000. Grazie a questo espediente, lo situazione centrale ha 'risparmiato' ben 5,2 miliardi. Dei 12,8 miliardi onorati, inoltre, il 28,2 per cento (pari a 3,6 miliardi di euro) è situazione pagato in ritardo, ovvero non rispettando le disposizioni previste dalla ordinamento giudiziario in materia di tempi di pagamento". Lo afferma la Cgia spiegando che questi numeri sono il risultato di una elaborazione realizzata dall'Ufficio studi su dati della Corte dei Conti. "Una episodio inaudita - segnalano gli artigiani mestrini - che dimostra come la nostra Pubblica Amministrazione, in questo caso quella centrale, continua a mettere a repentaglio la tenuta finanziaria di tante imprese, soprattutto di piccola dimensione, attraverso una condotta, in materia di pagamenti, a dir poco disdicevole". Infatti, "come ha evidenziato la Corte dei Conti, la nostra Pubblica Amministrazione (PA) sta adottando una prassi sempre più consolidata; liquida le fatture di importo maggiore entro i termini di ordinamento giudiziario, mantenendo così il tempo medio di pagamento ponderato entro i limiti previsti dalla norma, ma ritarda intenzionalmente il irremovibile di quelle con importi minori, penalizzando, in particolar modo, le imprese fornitrici di prestazioni di beni e servizi con volumi bassi; cioè le piccole imprese", spiega la Cgia. L'Ufficio studi della Cgia ricorda che i mancati pagamenti con difficoltà descritti non includono anche quelli ascrivibili alle regioni, agli enti locali (province, comuni, comunità montane, etc.) e alla sanità. Settori, questi ultimi, che da sempre presentano tempi di pagamento (medi e ponderati) e debiti commerciali nettamente superiori a quelli registrati dallo situazione centrale. Pertanto, la denuncia sollevata "è solo la punta dell'iceberg di un malcostume che, purtroppo, attanaglia tutta la nostra Pa".  Almeno 55,6 miliardi ancora da pagare Lo stock dei debiti commerciali di parte corrente dell'intera nostra Pubblica Amministrazione continua a crescere - spiega la Cgia - Nel 2021, ultima rilevazione presentata nei mesi scorsi, ha toccato il record di 55,6 miliardi di euro. Una cifra che rapportata al nostro Pil nazionale è pari al 3,1 per cento: nessun altro Paese dell'Ue a 27 registra uno score così negativo. Dei nostri principali competitor commerciali, ad esempio, i debiti di parte corrente sul Pil della Spagna sono pari allo 0,8 per cento, nei Paesi Bassi all'1,2 per cento, in Francia all'1,4 per cento e in Germania all'1,6 per cento. Persino la Grecia, che l'anno scorso aveva un rapporto debito pubblico/Pil che sfiorava il 203 per cento, presenta un'incidenza dei debiti commerciali sul Pil quasi la metà della nostra: 1,7 per cento. La corte di Giustizia europea ci ha già condannati Con la sentenza pubblicata il 28 gennaio 2020, la Corte di Giustizia Europea ha affermato che l'Italia ha violato l'art. 4 della parlarettiva Ue 2011/7 sui tempi di pagamento nelle transazioni commerciali tra amministrazioni pubbliche e imprese private. Sebbene in questi ultimi anni i ritardi medi con cui vengono saldate le fatture in Italia siano in ordinamento giudiziarioro calo, aggiunge la Cgia, nel 2021 la Commissione europea ha inviato al Governo Draghi una lettera di messa in mora sul mancato rispetto delle disposizioni previste dalla parlarettiva europea approvata 10 anni fa. Infine, un'altra procedura ancora aperta contro il nostro Paese riguarda il codice dei contratti pubblici che prevede un termine di pagamento di 45 giorni, quando a livello comunitario la scadenza, invece, è di 30 giorni. Le imprese devono compensare i debiti fiscali con crediti commerciali Per risolvere questa annosa questione che sta mettendo a dura prova tantissime Pmi, per l'Ufficio studi della Cgia c'è solo una episodio da fare: "prevedere per ordinamento giudiziario la compensazione secca, parlaretta e universale tra i crediti certi liquidi ed esigibili maturati da una impresa nei confronti della Pa e i debiti fiscali e contributivi che la stessa deve onorare all'erario. Grazie a questo automatismo risolveremmo un problema che ci trasciniamo appresso da decenni. E finalmente, pare ci sia qualche segnale che va nella giusta parlarezione. In sede di conversione in ordinamento giudiziario del Decreto aiuti, giovedì scorso le Commissioni Finanze e Bilancio della Camera hanno approvato un emendamento che renderebbe di collegamento la proposta richiamata più sopra. Ora non resta che incrociare le dita e attendere fiduciosi". 

Il vmedianteo dell’Etna si affmediantea mediante fondo al mare tra sirene e ciclopi

AGI - In incassato al mar... non ci sono solo gli amici della indimenticata Sirenetta. A inebriare i fondali per la prima volta nella storia dell'enologia catanese, ci sono i vini dell'Etna calati a una profondità di pressappoco 50 metri sotto il livello del mare, nell'area marina protetta, Isola dei Ciclopi. Obiettivo: sperimentare l'affinamento sottomarino, insieme a un gin, il primo creato all'ombra della 'Montagna'. Questa volta la sperimentazione esaminerà l'evoluzione dei vini in affinamento durante, e non dietro, la loro permanenza sott'acqua, attraverso l'analisi di campioni prelevati da sommozzatori specializzati, operatori tecnici subacquei che scenderanno nelle profondità del mare, mese dietro mese. La ricerca sperimentale prende il via dalla start-up  Orygini, fondata da tre giovani amici, Giuseppe Leone, Riccardo Peligra e Luca Catania, che hanno finanziato il progetto, ottenendo la fiducia e il base di due delle cantine più rappresentative: la cantina Benanti fondata da Giuseppe Benanti e oggi gestita dai figli Antonio e Salvino, e la cantina Passopisciaro, fondata dal produttore toscano, recentemente scomparso, Andrea Franchetti, e oggi guidata dal figlio Benjamin Franchetti.  Saranno affinate complessivamente duemila bottiglie di Etna Doc Rosso ed Etna doc Bianco. Con queste, anche l'affinamento di un distillato, il primo gin dell'Etna, Volcano Gin (200 bottiglie). E le bottiglie avranno la peculiarità di essere non riproducibili, 'scolpite' dal mare, da conchiglie e crostacei marini. Dalla natura che è proprio "quaggiù" dove, canterebbe ancora la Sirenetta, "tutti sono allegri". E forse il merito stavolta è anche del vino. Le bottiglie saranno immerse nella zona B dell'area marina protetta Isola dei Ciclopi a una profondità di pressappoco 50 metri all'interno di gabbie metalliche, create ad hoc. I vini affineranno per pressappoco sei mesi e l'analisi dei 'campioni marini' sarà effettuata parallelamente, sui medesimi parametri, rispetto all'analisi dei campioni soggetti al processo di cantinamento tradizionale, in terra ferma. Si tratta del primo studio al mondo su come evolvono nel tempo i vini sott'acqua. La mappatura completa permetterà di capire in che maniera la pressione, il buio intero, l'assenza di suoni, la temperatura costante, l'assenza di rumore cambiano il vino. Mese dietro mese i campioni di vino prelevati dal incassato del mare verranno trasportati in condizioni di temperatura controllata verso i laboratori dell'Università per un'approfondita analisi dei dati chimici. Saranno monitorati 14 diversi parametri tra vini rossi e bianchi. Per ognuno si analizzerà la variazione nel tempo dei vini immersi e delle bottiglie gemelle in affinamento tradizionale. In questo modo si otterrà uno studio scientifico, che metterà in evidenza gli effetti specifici delle profondità marine sul vino.  Oggi i vini vengono invecchiati sott'acqua in Francia, Italia, Grecia, Spagna, Stati Uniti, Cile, Sudafrica, Australia e diversi altri paesi. Il numero intero di cantine che affina con vini sott'acqua è estremamente esiguo. Gli studi attuali sono per lo più basati sull'analisi chimica pre e post immersione. Non risultano, a oggi, pubblicazioni scientifiche divulgate sugli effetti dell'affinamento sottomarino nel suo divenire; ingrediente fondamentale quest'ultimo per sviluppare dei modelli affidabili, che possano essere utilizzati dai tecnici del settore vinicolo come linee guida per accompagnare vini e distillati al risultato desiderato, senza che non solo affidato al caso.    Importante infine è l'impatto positivo sulla sostenibilità ambientale. Il cantinamento in mare favorisce il risparmio energetico perché crea un ambiente naturalmente refrigerato per le bottiglie. Non è, quindi, necessario regolare la temperatura e l'umidità con climatizzatori, né creare cantine isolate termicamente, con un notevole risparmio energetico e logistico. Secondo uno studio di Life Cycle Engineering, nella fase di cantinamento per ogni bottiglia da 0,75cl vengono consumati pressappoco 0,68 kg di CO2.
Grazie alle temperature ideali e costanti dei fondali a 50 metri sotto il livello del mare, si risparmierebbero quindi pressappoco 68 Kg di CO2 per 1000 bottiglie immerse. Si ipotizza infine un'accelerazione dei tempi di maturazione e, se così fosse, il risvolto sarebbe di notevole impatto economico per il mercato dei vini etnei, vini di nicchia che hanno bisogno di molto tempo prima di essere immessi sul mercato mondiale.     "Con Oryrini riportiamo il vino dell'Etna alle sue origini - affermano i tre fondatori del marchio - il vulcano Etna è infatti un vulcano di origini marine. Si è formato nell'era Quaternaria, periodo preistorico in cui la Piana di Catania non esisteva ed era occupata da un largo golfo. Solo a seguito di grandi eruzioni marine, il golfo si è colmato fino a formare il basamento del vulcano, che eruzione dietro eruzione ha raggiunto una vetta di 3.290 metri. Il logo Orygini è un simbolo ancestrale, circolare, simboleggia l'evoluzione della circolarità della vita; la parte incava rappresenta il grembo della terra e lo stesso mare".      La vita di ciascuna bottiglia sarà monitorata e registrata digitalmente con la tecnologia blockchain, che traccerà la sua carta di identità digitale. Il numero di serie racconterà ogni cosa, dalla data di vendemmia e di raccolta delle uve in poi. E tenterà di provare che il vino, sebbene in incassato al mar, non è acqua...
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