Gennaio 27, 2022

Ristorante di notizie | Economia e finanza

Tutti gli articoli pubblicati, le gallerie fotografiche e i video pubblicati su Ristorante di notizie

Verso l’esclusione dei positivi asintomatici dal conteggio dei ricoveri Covid

Verso l’esclusione dei positivi asintomatici dal conteggio dei ricoveri Covid

Il no dell’Istituto superiore di sanità

Di fronte al pressing delle Regioni, l’Iss è stato invece più cauto. «Perché la definizione di caso di sorveglianza deve contenere i positivi e non solo i casi con sintomatologia più indicativa di COVID-19 (sintomi respiratori, febbre elevata, alterazione gusto e olfatto etc.)?», è la prima di una serie di domande e risposte pubblicate di recente sul sito dell’Istituto. Risposta: «L’infezione da SARS-CoV-2 dà una sintomatologia variegata e in evoluzione anche per la comparsa di nuove varianti virali che interagiscono in modo spesso diverso con il nostro organismo. Questo rende molto difficile riconoscere clinicamente un’infezione sintomatica da SARS-CoV-2 in assenza di una conferma di laboratorio.L’esperienza ha dimostrato, inoltre, che la maggior parte delle infezioni, in particolare nei soggetti vaccinati, decorre in maniera asintomatica o con sintomatologia molto sfumata. Non sorvegliare questi casi – è ancora il testo della risposta pubblicata dall’Iss -, limiterebbe la nostra capacità di identificare le varianti emergenti, le loro caratteristiche e non potremmo conoscere lo stato clinico che consegue all’infezione nelle diverse popolazioni (es. per età, stato vaccinale, comorbidità). Inoltre, non renderebbe possibile monitorare l’andamento della circolazione del virus nel tempo e, di conseguenza, i rischi di un impatto peggiorativo sulla capacità di mantenere adeguati livelli di assistenza sanitaria anche per patologie diverse da COVID-19».

Valle d’Aosta verso l’arancione

La prima e unica regione a colorarsi di arancione a partire da lunedì 17 gennaio dovrebbe essere la Valle d’Aosta. Niente arancione invece per Piemonte, Calabria e Liguria, che pure restano in bilico. Salva per ora anche la Lombardia. Un’ulteriore corsa dei contagi nelle prossime settimane potrebbe però tingere di arancione altre regioni della Penisola. E i Governatori ne sono consapevoli. La mappa dell’Italia del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) è tutta in rosso scuro. Secondo l’analisi del Gimbe, l’enorme quantità di casi – 1,2 milioni in 7 giorni – «incontrando una popolazione suscettibile troppo numerosa, sta progressivamente saturando gli ospedali. E, di conseguenza, molte regioni si avviano verso la zona arancione entro fine mese».

La cabina di regia si riunirà nelle prossime ore e solo dopo che i tecnici avranno analizzato i numeri il ministro della salute Roberto Speranza firmerà l’ordinanza per la Valle d’Aosta. «In questa fase in cui il virus circola moltissimo, con effetti più limitati – ha detto il presidente della Valle d’Aosta Erik Lavevaz – è opportuno cambiare le regole di conteggio dei casi. Il dato del numero dei contagi è diventato meno significativo e questo vale anche per i ricoveri, specie in un contesto come quello della Valle d’Aosta dove i piccoli numeri possono portare a importantissime variazioni di scenario».

Il Dpcm sulle attività accessibili senza green pass

E mentre le regioni chiedono di cambiare i criteri del bollettino Covid, a palazzo Chigi si sta lavorando al Dpcm che dovrà definire, in vista del 20 gennaio, quali sono le attività e i servizi ai quali si potrà accedere anche senza green pass, come previsto dal decreto del 7 gennaio, quelle «necessarie per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona» si legge nel testo. Sarà sicuramente possibile fare la spesa al supermercato, andare in farmacia, in ospedale, dal medico di base, dal veterinario. E ancora, andare a denunciare un reato o per esigenze urgenti di tutela dei minori, per andare in tribunale a testimoniare. Il dibattito nel governo su questo fronte però è ancora aperto: la bozza messa a punto dal ministero della Pubblica amministrazione prevederebbe un numero limitato di eccezioni guidate dal criterio dell’urgenza ma il ministero dello Sviluppo Economico starebbe spingendo per una lista più ampia che includa anche tabaccai, edicole, librerie, negozi di giocattoli.