Ottobre 22, 2021

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Dal radar missilistico al nuovo cacciatorpediniere, i sette programmi strategici della Difesa

Dal radar missilistico al nuovo cacciatorpediniere, i sette programmi strategici della Difesa

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Ci sono sette programmi «strategici» per il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Finanziati già sul fondo di bilancio previsto dalla legge di bilancio 2021, ad alta valenza tecnologica, industriale e di cooperazione internazionale. Il ministro lo ha sottolineato in audizione davanti alle commissioni Difesa di Camera e Senato, presiedute da Gianluca Rizzo e Roberta Pinotti. Investimenti, ha aggiunto il ministro, «in grado di agire da potenziale acceleratore» su settori dell’economia molto più ampi: «Digitale, transizione ecologica, efficientamento energetico e salute».

In 15 anni investimenti per 26,5 miliardi

Guerini racconta ai parlamentari il Dpp (documento programmatico pluriennale) per il triennio 2021-2023 appena pubblicato dal suo dicastero. La pianificazione prevede 115 programmi operanti e altri 85 in avvio nel triennio per un importo complessivo di 26,5 miliardi nei prossimi 15 anni. Il ministro ribadisce: «la Difesa è in grado di favorire l’accessibilità del ricco carico di innovazione derivante dai propri programmi a beneficio dell’intero tessuto imprenditoriale». Un’azione fondata «anche cogliendo, nell’ambito del Pnrr, le opportunità di partnership con altri dicasteri» come già accade per la digitalizzazione e la cyber security «oltre alle sinergie tra gli stakeholder pubblici e privati» sulle tecnologie avanzate di prossima generazione.

I sette programmi

Il ministro mette in evidenza i sette programmi militari considerati «particolarmente strategici». Il Tempest, velivolo caccia di sesta generazione. Il “Defence Cloud” per la Difesa. Il “Veicolo blindato anfibio”. Il progetto di “Ammodernamento, Rinnovamento e Potenziamento della capacità nazionale di difesa aerea e missilistica” e il “Radar per sistemi missilistici””. Il “Nuovo cacciatorpediniere” per la Marina Militare e il “Sistema di combattimento per la fanteria” destinato all’Esercito. Programmi in partnership con i Paesi alleati ma anche fondamentali per l’industria nazionale, da Fincantieri a Leonardo e Iveco solo per citarne alcuni.

La scommessa sui fondi

Guerini riconosce ai deputati e senatori come attraverso il Fondo per l’attuazione dei programmi di investimento pluriennale per la Difesa, previsto dalla legge di Bilancio 2021, «sia stato riconosciuto dal Parlamento il valore strategico e propulsivo dell’industria della Difesa per l’intera economia del Paese». Ora, aggiunge il ministro, «l’obiettivo è sostenere l’alimentazione del Fondo in modo da renderlo strumento principale per sostenere l’ammodernamento delle Forze Armate». Il Fondo, a suo avviso, è «funzionale e coerente con la spinta richiestaci verso sempre maggiori investimenti in ricerca e innovazione». E ricorda: «L’industria della Difesa già oggi, in risposta alle sollecitazioni delle Forze Armate, dedica a ricerca, sviluppo e innovazione, ben il 10% delle risorse, a fronte di una media generale del Paese pari a circa l’1%».

L’incrocio tra i progetti militari e gli altri settori

Il tema delle ricadute positive per l’economia nazionale è declinato da Guerini in modalità estesa. Resta fondamentale, certo, rafforzare l’industria militare nazionale in un quadro mutato di geostrategie internazionali, con l’Europa chiamata a rafforzarsi dopo il riposizionamento degli Stati Uniti soprattutto nell’area asiatica a partire dall’Afghanistan. Ma il titolare della Difesa pone l’accento anche sulle «sinergie tra la Difesa e l’industria, le piccole e medie imprese delle filiere e le start up». Fino a «potenziali scambi con i settori civili che possono essere incubatori di innovazione tecnologica, a beneficio di ogni comparto produttivo del Paese».