Ottobre 22, 2021

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Covid, così in famiglia i vaccinati fanno da barriera al virus per i non immuni

Covid, così in famiglia i vaccinati fanno da barriera al virus per i non immuni

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I vaccini svolgono un ruolo chiave nel ridurre la trasmissione del virus all’interno delle famiglie, il che probabilmente ha implicazioni per l’immunità di gregge e il controllo della pandemia. Sono le conclusioni di uno studio pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine e condotto presso l’Università di Umea in Svezia.

In sostanza se in famiglia qualcuno è vaccinato o ha già avuto il Covid, i suoi familiari non immunizzati sono più protetti dall’infezione. E più membri in famiglia ci sono ad essere immuni al virus (o per il vaccino o per un’infezione pregressa), maggiore è la protezione dal rischio infezione e ospedalizzazione per i membri non immuni (che si riduce del 45-97%).

La platea dei soggetti nello studio

Il lavoro coinvolge oltre 1,8 milioni di individui per un totale di oltre 800mila nuclei familiari. Gli autori – scienziati dell’Umea University e della Uit, The Arctic University of Norway – hanno utilizzato i dati dei registri nazionali per indagare sull’associazione tra il rischio Covid in persone non immuni e il numero di familiari protetti a seguito di una precedente infezione o una vaccinazione completa.

Ogni famiglia comprendeva da 2 a 5 componenti (più spesso 2 persone entrambe non immuni, più raramente 5 persone di cui 4 immuni), età media 51,3 anni.

Abbattimento del rischio fino al 97%

Durante un periodo di follow-up medio di 26,3 giorni, il 5,7% dei componenti non immuni dei nuclei analizzati ha ricevuto una diagnosi di Covid. Ed è stata rilevata un’associazione inversa tra il numero di membri protetti in ciascuna famiglia e il rischio di infezione negli altri, indipendentemente dalle dimensioni dei nuclei.